sabato 17 ottobre, ore 19.00
domenica 18 ottobre, ore 16.00
E sul trono più alto del mondo, non siamo seduti che sul nostro culo.
Michel de Montaigne
Non ho alcuna intenzione di starmene seduto. Ci sono arrivato dall’alto dei miei tacchi, su quel trono, e non ho alcuna intenzione di fermarmi. Ho voglia di muoverlo ancora, il culo. Ho voglia di ballare.
Ho voglia di ballare come Cenerentola, con la Mezzanotte che incombe, ineluttabile; come Madonna, con la fame di fama e un solo obiettivo nella testa; come Elon Musk, con il braccio alzato nell’euforia del trionfo.
Ho voglia di ballare più Grande di Gatsby, con scarpe lucenti rubate a Warhol, imparando dal maestro a batter cassa da ogni estro.
Ho voglia di ballare sul pavimento delle mie radici, lastricandomi una strada d’oro al tocco vorace del mio aurifero tacco.
Ho voglia di ballare fino a insanguinarlo, il pavimento, mescolando alle ferite dei piedi, martiri della mia ascesa, i cadaveri calpestati degli affetti volatili.
Danzate con me, sul pavimento che mi ha partorito. Danzate con me, per saltare o per schiacciare. Danzate con me, perché ognuno di voi conosce il sapore del proprio sangue e ha impresso la sua impronta in quello altrui. Danzate con me, affinché io viva per sempre in voi.
Nell’oro, la mia eternità. Nel sangue, la mia identità.
Io sono Mida. Questo, il mio testamento.
Note di Regia
Cosa saremmo disposti a sacrificare per contare qualcosa? Sapremmo rimanere fedeli a noi stessi se ci venissero offerti denaro, potere e influenza? Quanto in alto saliremmo, centimetro dopo centimetro, lungo la scala che dal pavimento sembra condurre al firmamento?
Il tacco di Mida è una fiaba poetica e spietata, che parte da una celebrazione trionfale per tornare alle radici di una fame atavica: un trionfo festoso che svela gli orrori che l’hanno reso possibile. Mentre Mida danza disperatamente per nascondere le sue ferite e lasciare un’impronta di sé prima che il suo tempo si esaurisca, emerge un’ultima domanda: non sarebbe stato meglio nascondersi, strisciare sotto le assi del pavimento e, semplicemente… svanire nel nulla?
di Massimo Marani
con Gabriele Martini
regia e allestimento: Massimo Marani
una produzione Officina dei Transiti
Durata 80 min circa
per info e prenotazioni
biglietteria@ecoteatro.org
02 82773651
